• Progetto Piano Straordinario di Telerilevamento

    Verifica e monitoraggio delle aree ad elevato rischio idrogeologico

Cos’è il PST

La legge n. 179/2002 (art. 27) ha previsto un finanziamento per la realizzazione di un piano straordinario di telerilevamento ad alta precisione volto alla verifica e al monitoraggio delle aree ad elevato rischio idrogeologico. Questo progetto nasce con lo scopo di supportare le esigenze delle Amministrazioni Centrali che per missione istituzionale hanno il compito di coordinare le attività per la difesa del suolo (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), prevedere e gestire le conseguenze degli eventi naturali nei casi di emergenza (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Protezione Civile) e gestire le competenze nazionali di tipo geotopocartografico e di sicurezza (Ministero della Difesa – Stato Maggiore della Difesa). Le suddette amministrazioni centrali hanno sottoscritto un Accordo di Programma, d’intesa con la Conferenza Stato Regioni, ossia l’organo con cui le amministrazioni locali partecipano alla gestione del territorio, dell’ambiente e delle emergenze, per la costituzione di una banca dati nazionale condivisa di supporto alle attività di governo del territorio.

Il  Piano Straordinario di Telerilevamento mira a potenziare gli strumenti di conoscenza e a rafforzare le capacità di osservazione e controllo del territorio mediante l’utilizzo di tecniche di Telerilevamento all’avanguardia, contribuendo al contempo ad accrescere le competenze tecnologiche e a diffonderne l’utilizzo nella Pubblica Amministrazione. Nell’ottica di condivisione su cui è imperniato l’intero progetto, il MATTM ha voluto estendere il perimetro del Piano a tutte le problematiche di tipo ambientale (Piano Straordinario di Telerilevamento Ambientale – PST-A), facendo sì che la banca dati sia orientata non solo al rischio idrogeologico, ma anche ad altre importanti aree di interesse ambientale. Tenendo conto di quest’ultimo aspetto la commissione del tavolo tecnico ha definito le tecnologie da utilizzare: Interferometria differenziale SAR (Synthetic Aperture Radar) e Laser Scanning LiDAR (Light Detection And Ranging).

La prima fase del PST-A (2008 – 2009) ha comportato l’elaborazione con tecnica interferometrica di immagini SAR acquisite dai satelliti ERS1/ERS2 e ENVISAT tra il 1992 e il 2008 su tutto il territorio nazionale e la realizzazione di voli LiDAR sulle aste fluviali del reticolo principale e sulla fascia costiera. Contestualmente all’acquisizione dei dati è stato sviluppato il software GIS open source AdB-Toolbox con strumenti dedicati alla gestione ed elaborazione dei dati telerilevati.

La seconda fase (2010 – 2011) ha portato all’integrazione della banca dati già costituita nella fase precedente. Il dataset interferometrico è stato aggiornato con l’elaborazione delle immagini SAR acquisite dal satellite ENVISAT dal 2008 al 2010. La banca dati LiDAR è stata estesa con rilievi eseguiti in aree ad elevata criticità idrogeologica individuate dal tavolo tecnico Stato-Regioni.

In questa fase è stato avviato anche un progetto sperimentale per l’elaborazione interferometrica di immagini radar provenienti dalla costellazione di satelliti di nuova generazione COSMO SkyMed su tre aree geografiche caratterizzate da fenomeni di differente tipologia e distribuite in zone diverse del territorio italiano (Bologna, Palermo, Venezia).

Tali attività sono state condotte con la collaborazione tecnico scientifica di due istituti universitari:

  • Centro Interdipartimentale di Ricerca in Cartografia, Fotogrammetria, Telerilevamento e S.I.T dell’ Università degli Studi di Padova (CIRGEO);
  • Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Geotecnica e Ambientale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (DIGA).

Complessivamente lo studio svolto nelle tre aree test ha portato a risultati di estremo interesse che evidenziano l’aumento delle prestazioni del sistema COSMO-SkyMed (maggiore risoluzione spaziale e radiometrica, maggiore precisione, minor tempo di rivisitazione, ecc.) rispetto ai precedenti sistemi SAR e le ottime potenzialità che esso offre per le attività di monitoraggio e controllo dei fenomeni di dissesto del territorio, aprendo la strada anche a nuove applicazioni in tale campo.

La terza fase (2013 – 2015), prevede un potenziamento e a un aggiornamento del Data Base realizzato precedentemente. Alla luce degli ottimi risultati conseguiti nelle tre aree test della fase due, è previsto un incrementato della banca dati interferometrica con l’elaborazione di 100 frame (40 x 40 km) di immagini COSMO SkyMed acquisite dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) nell’ambito del progetto Map Italy. Nuovi voli LiDAR, su indicazione delle Autorità di Bacino, delle Regioni e delle Province Autonome, riguardano il reticolo idrografico secondario e zone che presentano particolari criticità.

Inoltre per la Provincia Autonoma di Trento è previsto un rilievo con sensore iperspettrale su tutto il territorio provinciale.

Le tecnologie utilizzate nell’ambito del PST-A sono impiegabili per tematiche ulteriori rispetto al settore del rischio idrogeologico e pertanto si può usufruire dei dati acquisiti anche per altri scopi.

Attraverso i prodotti del PST-A, le Pubblica Amministrazioni Centrali e Locali saranno in grado di vigilare, attraverso strumenti di consultazione visiva, sulle aree di loro interesse, quali inquinamento, discariche, aree industriali, post industriali, strade, autostrade, rischio idrogeologico, frane, centrali termiche, aree naturali e parchi, aree marine ed altre ancora.

Per approfondire:

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare