Le attività del progetto geoportale in comune

La Direttiva 2007/2/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 marzo 2007, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 25/4/2007, istituisce un’Infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire, acronimo di INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe) con l’intento di realizzare un’infrastruttura comunitaria di dati territoriali a supporto di politiche europee aventi impatto diretto o indiretto sulle tematiche ambientali degli Stati Membri. La direttiva è stata recepita nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 32, che ha istituito il Geoportale Nazionale, presso il Ministero dell’Ambiente, quale focal point dell’informazione territoriale italiana. L’intento è quello di realizzare una banca dati centralizzata, quanto più completa possibile, in grado di aggregare dati provenienti da soggetti pubblici diversi, locali e centrali, attraverso la condivisione di regole e l’adozione di standard, in modo da garantire l’interoperabilità e la cooperazione.

Per favorire l’attuazione di un’infrastruttura che diventi il focal point delle informazioni territoriali a livello nazionale, facilitando la condivisione dei dati territoriali, la costituzione e l’aggiornamento del Geoportale Nazionale, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha, tra l’altro, avviato il progetto denominato “Geoportale in Comune”.

Il Progetto è iniziato nel 2016 nell’Area Metropolitana di Roma Capitale ed è  proseguito,  nel 2017 e nel 2018, nella Città Metropolitana di Venezia ed ha l’obiettivo di avviare un processo di interoperabilità e di interscambio dati tra PAL e PAC con il Geoportale Nazionale. L’attività  viene realizzata grazie alla collaborazione tra Sogesid ed ANCI.

Il Progetto, nelle prime due annualità, si è concentrato sulle attività di censimento, catalogazione e condivisione dei dati territoriali nel Geoportale Nazionale. In tale contesto  è stata garantita l’interoperabilità e lo scambio dati tra le diverse Banche Dati degli Enti locali coinvolti, la Città Metropolitana di Roma e quella di Venezia. Nello specifico, per quanto attiene quest’ultima realtà territoriale, è stata garantita la piena sinergia tra il Geoportale in Comune e il Progetto SITM che prevede l’aggiornamento degli strati informativi del Piano di Protezione Civile nel rispetto di quanto richiesto dalla Regione Veneto con l’obiettivo di creare un quadro conoscitivo omogeneo, integrato e condiviso dell’intero territorio. In tal modo  è stata garantita l’interoperabilità tra il SITM (Sistema Informativo Territoriale Metropolitano di Venezia) con il Geoportale Nazionale, garantendo il rispetto delle normative vigenti nell’utilizzo di protocolli standard di condivisione (direttiva INSPIRE), per la quale i dati devono essere raccolti e conservati dove sono prodotti.

Le attività del 2017, ad esempio, hanno messo in evidenza che, pur in una realtà avanzata come quella di Venezia,  solo il 10% dei Comuni ha inserito dati digitali standardizzati secondo quanto previsto dalla normativa; i dati non disponibili sono il 54%; i dati digitalizzati ma non standardizzati sono il 31% mentre il 5% possiede solo dati cartacei.

Vista questa situazione, le attività del 2018, sempre in sinergia con il Progetto SITM (Sistema Informativo Territoriale Metropolitano),  prevedono una serie di sessioni formative che rendano i Comuni autonomi nella creazione e standardizzazione dei dati per la pubblicazione sul Geoportale Nazionale. Quest’anno, le attività formative hanno previsto anche il coinvolgimento degli studenti, ai fini del riconoscimento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, ai sensi della legge 13/7/2015 n. 107 art. 1 commi 33-44.

Il Progetto ha subito una svolta: l’attività di mappatura delle reti, sempre in cooperazione con il SITM, sta cercando di andare molto più in profondità, tanto che intende acquisire, elaborare e mappare le reti di servizio presenti nel sottosuolo e nel soprasuolo, quali a titolo esemplificativo: Gasdotti; Reti elettriche; Reti di telecomunicazioni e cablaggi; Rete idrica di approvvigionamento; Rete di smaltimento acque; Oleodotti; Infrastrutture di alloggiamento reti. Il Progetto si è rivolto ai 19 comuni che hanno mandato la manifestazione d’interesse. Contemporaneamente, la Fase 2 del progetto SITM, nell’annualità 2018,  prevede l’aggiornamento e la creazione di ulteriori 64 tematismi funzionali alla stesura del Piano di Protezione Civile. Questi  dati  saranno condivisi con il GN, in riferimento almeno allo stesso panel di Comuni.

Sono molteplici gli obiettivi  di quest’attività di mappatura delle reti dei servizi di sopra e sotto suolo. Prima di tutto è necessario verificare  la disponibilità dei dati, il livello di standardizzazione e di condivisione esistente, il titolare e il gestore del dato. Inoltre, le criticità riscontrate dalle amministrazioni locali, in termini di disponibilità dei dati ambientali e territoriali, saranno portati all’attenzione della “Consulta Nazionale per le Informazioni Territoriali e Ambientali” (http://www.pcn.minambiente.it/mattm/inspire-la-consulta-nazionale-per-linformazione-territoriale-ed-ambientale/) per quantificare, in termini economici, lo sforzo necessario al fine di rendere i dati relativi alle reti di sotto-servizio, standardizzati e condivisibili per una corretta gestione e valorizzazione del territorio.

Si prevede la chiusura delle sessioni formative entro ottobre ed il completamento di tutte le attività entro dicembre 2018.

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare