• Direttiva Alluvioni

    Tutti gli aspetti della gestione del rischio ed in particolare
    “la prevenzione, la protezione e la preparazione, compresi la previsione delle alluvioni e i sistemi di allertamento”

La Direttiva 2007/60/CE

La Direttiva 2007/60/CE (Direttiva Alluvioni) intende “istituire un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni volto a ridurre le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche connesse con le alluvioni all’interno della Comunità”. In linea con i principi internazionali di gestione dei bacini idrografici già sostenuti dalla Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Acque), la Direttiva Alluvioni promuove un approccio specifico per la gestione dei rischi di alluvioni e un’azione concreta e coordinata a livello comunitario.

L’obiettivo finale della direttiva è di dotare gli stati membri di piani di gestione del rischio di alluvioni che contemplino tutti gli aspetti della gestione del rischio e in particolare “la prevenzione, la protezione, e la preparazione, comprese la previsione di alluvioni e i sistemi di allertamento”. La direttiva ha altresì l’intento di promuovere, all’interno delle politiche comunitarie, l’integrazione di un elevato livello di tutela ambientale nella pianificazione territoriale, secondo il principio dello sviluppo sostenibile.

Il raggiungimento dell’obiettivo passa attraverso tre tappe fondamentali:

  • valutazione preliminare del rischio di alluvioni (art. 4);
  • elaborazione di mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni (art. 6);
  • redazione dei piani di gestione del rischio di alluvioni (art. 7).

Il compito di adempiere a queste disposizioni viene affidato ai distretti idrografici previsti dalla Direttiva 2000/60/CE. Le informazioni raccolte ed elaborate in ognuna delle tre fasi devono essere coerenti con le pertinenti informazioni presentate a norma della Direttiva 2000/60/CE (art. 9), messe a disposizione del pubblico e comunicate dagli Stati membri alla Commissione (art.10, art. 15). Il periodico riesame e l’eventuale aggiornamento dei piani ogni 6 anni consente di adeguare la gestione del rischio di alluvioni “tenendo conto del probabile impatto dei cambiamenti climatici sul verificarsi di alluvioni” (art. 14).

I soggetti competenti

La Direttiva 2007/60/CE è stata recepita nell’ordinamento italiano con il con il D.Lgs 49/2010, tenendo conto anche della normativa nazionale vigente, in particolar modo del D.Lgs 152/2006 (recepimento italiano della Direttiva 2000/60/CE) e del DPCM 29 settembre 1998. La competenza per la predisposizione delle valutazioni preliminari, dell’elaborazione delle mappe di pericolosità e rischio e della redazione dei piani di gestione viene affidata alle Autorità di Bacino distrettuali (art. 3) a norma del D.Lgs 152/2006, in conformità con le attività di predisposizione dei Piani di Assetto Idrogeologico già svolte. Alle Regioni, in coordinamento tra loro e con il Dipartimento di Protezione Civile, spetta il compito di predisporre la parte dei piani di gestione per il distretto idrografico di riferimento relativa al sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idraulico ai fini di protezione civile (art.3).

Tuttavia, nelle more della costituzione delle Autorità di Bacino distrettuali, con il D.Lgs 219/2010 (art.4) l’adempimento agli obblighi previsti dal D.Lgs 49/2010 viene temporaneamente trasferito alle Autorità di Bacino di rilievo nazionale, di cui alla L. 183/1989, e alle Regioni, ciascuna per la parte di territorio di propria competenza. Ai fini della predisposizione degli strumenti di pianificazione, le Autorità di Bacino di rilievo nazionale svolgono la funzione di coordinamento all’interno del distretto idrografico di appartenenza. Nell’ambito di ciascun Distretto gli atti inerenti gli adempimenti vengono approvati dai Comitati istituzionali e tecnici delle Autorità di bacino nazionali, integrati da componenti designati dalle Regioni ricadenti nel territorio del distretto idrografico.

Informazione e Partecipazione Pubblica

La comunicazione e la partecipazione pubblica all’iter di elaborazione dei piani di gestione del rischio di alluvioni rivestono secondo la Direttiva un ruolo strategico ai fini della condivisione e legittimazione dei piani stessi. Pertanto il D.Lgs 49/2010 recepisce e sottolinea questo ruolo disponendo (art. 10) che le autorità di bacino distrettuali e le Regioni afferenti il bacino idrografico, in coordinamento tra loro e con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, ciascuna per le proprie competenze, mettano a disposizione del pubblico la valutazione preliminare del rischio di alluvioni, le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni ed i piani di gestione del rischio di alluvioni. Le stesse autorità promuovono la partecipazione attiva all’elaborazione, al riesame e all’aggiornamento dei piani di gestione di tutti i soggetti competenti interessati.

Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare informa la Commissione Europea delle decisioni prese riguardo le misure transitorie (art.11, commi 1,2 e 3) e mette a disposizione del pubblico e della Comunità Europea le informazioni relative a valutazione preliminare, mappe di rischio e pericolosità e piani di gestione del rischio di alluvioni sul Geoportale Nazionale (ex Portale Cartografico Nazionale) già punto di accesso nazionale alle informazioni territoriali e ambientali per la Direttiva INSPIRE ( 2007/2/EC recepita con D.Lgs 32/2010 ).

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare