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Le attività istituzionali per la difesa delle coste del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Premessa

Il decreto legislativo n.300 del 1999 attribuisce al Ministero dell’Ambiente le competenze statali relativi alla tutela dell’ambiente e del territorio, alla difesa e assetto del territorio, e in particolare l’attuazione e gestione della difesa del mare e dell‘ambiente costiero.

Le funzioni specifiche in materia di “difesa delle coste” nell’ambito del Ministero dell’Ambiente, pertanto, sono attribuite alla Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche e alla Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare che hanno il compito di “identificare le linee fondamentali dell‘assetto del territorio nazionale con riferimento ai valori naturali e ambientali e alla difesa del suolo”, di “individuare le linee fondamentali di assetto del territorio al fine della tutela degli ecosistemi terrestri e marini”, nonché la difesa e gestione integrata della fascia costiera marina (artt. 4 e 5 del DPR 140/2009).

Nell‘ambito di dette competenze, sono state avviate in passato, da parte dell‘ex Direzione Generale per la Difesa del Suolo, avviato alcune attività preliminari volte ad inquadrare lo stato delle coste e ad individuare un percorso operativo.

Con dette attività, sono stati organizzati tavoli tecnici preliminari con Autorità di bacino e Regioni rivierasche riguardo alle principali criticità fisiche lungo la costa, alla pianificazione per la difesa della costa già avviata, alle esperienze maturate, alle innovazioni metodologiche di intervento.

Inoltre, é stato costituito un Gruppo di lavoro che ha visto la partecipazione di rappresentanti ed esperti del MATTM, di ISPRA, del mondo accademico e operatori del settore, al fine di sviluppare piú approfonditamente le tematiche relative alla gestione “fisica” delle coste italiane. Il gruppo di lavoro ha terminato l‘attività con la redazione di un “Documento preliminare per l‘individuazione degli indirizzi e dei criteri per la difesa delle coste”.

Dette attività preliminari si possono così riassumere:

  1. analisi dello stato delle coste, delle iniziative, delle esperienze e delle ricerche di settore;
  2. definizione dei principi di riferimento per una corretta difesa, tutela e uso della costa a scala nazionale;
  3. individuazione delle strategie di azioni per pianificare la difesa delle coste al fine di riequilibrare le dinamiche costiere, prevenire i degradi e perseguire un uso sostenibile della costa, in un’ottica di gestione integrata dei bacini idrografici.

Programmazione futura

Per il prossimo futuro, al fine di porre in atto il coordinamento istituzionale intersettoriale delle attività per la difesa delle coste, indispensabile per l’attuazione dei principi per la tutela delle coste e per la costruzione di regole di indirizzo e al fine di raggiungere la condivisione dei principi e delle strategie di azione, è necessario avviare, tra i soggetti competenti in materia, analisi congiunte delle problematiche sull’erosione costiera e valutazioni delle strategie di azione per la pianificazione per la difesa delle coste in Italia.

Si prevede, pertanto, la formazione di tavoli tecnici di lavoro, anche con le Regioni, per la redazione di una proposta di indirizzi e criteri generali per la difesa delle coste già condivisa in partenza, finalizzata alla emanazione di un provvedimento normativo, che rappresenterebbe l’inizio di una nuova fase di pianificazione territoriale in Italia e l’ottimizzazione della spesa pubblica per far fronte a esigenze sempre più pressanti di intervento lungo i litorali.

Detta attività non contrasterebbe con quanto contenuto nel Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo adottato a Madrid il 21 gennaio 2008, ma avvierebbe, invece il processo, certamente lungo, della gestione delle coste con l’intento di pianificare primariamente la difesa “fisica” delle coste e dei beni esposti a rischio di erosione costiera.

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