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Il MATTM ha concorso come ente beneficiario a diversi progetti nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) Sicurezza per lo Sviluppo, Obiettivo Convergenza 2007-2013.

I progetti, si inquadrano nell’Asse I- sicurezza per la libertà economica e d'impresa - orientato al raggiungimento di un “contesto più favorevole alla vita economica” attraverso la rimozione degli “ostacoli che la criminalità organizzata crea alla libera concorrenza tra le imprese”. Il conseguimento di questo obiettivo prevede la realizzazione di azioni di sicurezza sia tramite “il contrasto alle aggressioni della criminalità alle strutture produttive (aree urbane ed extraurbane, aree industriali) e alle infrastrutture di comunicazione (grandi assi  viari, porti, aeroporti), sia arginando i fenomeni distorsivi della libera concorrenza tra imprese (contraffazione di marchi o prodotti) al fine di promuovere, accanto allo sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, un alto grado di competitività e un generale miglioramento del tenore e della qualità della vita”.

Detti progetti hanno carattere di sistema, ossia sono finalizzati alla promozione di iniziative sovraregionali la cui attuazione è affidata ad Amministrazioni e Istituzioni a livello centraleed hanno come competenza territoriale le 4 Regioni Convergenza: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Sotto la responsabilità del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, si inseriscono nel ambito dell’Obiettivo Operativo 1.3 - tutelare il contesto ambientale - che prevede le seguenti attività:

  • progetti tecnologici di videosorveglianza, non invasiva, a tutela del patrimonio ambientale;
  • implementazione e sviluppo di altri sistemi di controllo per innalzare la capacità di contrasto ai reati ambientali con particolare riferimento ai settori dei rifiuti, dell’abusivismo edilizio, dell’inquinamento;
  • sperimentazione di strumenti innovativi per il controllo, il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti riguardanti lo smaltimento di rifiuti urbani ed industriali, l’inquinamento delle acque, del mare, lo sfruttamento illegale di cave ed altri reati contro il patrimonio ambientale e i beni primari;
  • sperimentazione di strumenti innovativi per il contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio e del connesso “ciclo del cemento” (anche con l’impiego innovativo di tecniche sensoristiche e di telesorveglianza);
  • realizzazione di sistemi di rete tra i soggetti che operano in attività di controllo e monitoraggio dei reati ambientali.
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